Tra le invenzioni della modernità che hanno segnato effettivamente la storia dell’essere umano c’è sicuramente l’automobile. Si tratta di un veicolo dotato di motore proprio e moventesi su strada o terreno vario senza guida di rotaie. Il termine viene comunemente usato solo per gli autoveicoli destinati al trasporto non collettivo di persone ed è pertanto sinonimo di autovettura. La descrizione di una macchina automobile azionata da ruote a vento fu fatta nel 1472 da R. Valturio e nel ‘500 anche Leonardo disegnò una macchina che non fu però costruita. Un’automobile azionata da telaio di legno e a ruota motrice anteriore azionata da un motore a di. cilindri. La caldaia non aveva però un sistema di alimentazione e rutin il veicolo doveva essere fermato frequentemente per questa operazione.

Qualche anno piú tardi Murdock, allievo di Watt, realizzò l’idea del su maestro di applicare la macchina a vapore ad un cilindro alle vedili stradali. Moltissime furono in seguito le invenzioni e i perfezionamenti apportati alle vetture a vapore. Ricordiamo anche il francese Bollée, quest’ultimo creatore del generatore istantaneo di vapore. La prima applicazione del motore a scoppio alla trazione meccanica fu fatta dal francese Lenoir nel 1862, che si valse degli stili fatti sui motori a gas, una diecina di anni prima, dai due fisici italiani Barsanti e Matteucci. Il motore del Lenoir funzionava con vapore di benzina e sviluppava la potenza di un cavallo e mezzo. Nel 1877 il tedesco Marcus sostituí al gas il carburante liquido e inventò il motore a scoppi a quattro tempi.

Questo motore fu perfezionato e adattato alle, esigenze della automobile dal tedesco Daimler che nel 1887, con il socio ed amico Ben: costruí i primi tricicli a motore. I brevetti Daimler-Benz furono acquistati per la Francia da Panhard e Levasseur, da Peugoet, da Roger, da Lepap e cosí ebbe inizio in Germania e Francia l’industria delle automobili, la qual però per affermarsi dovette lottare contro un concorrente temibile, allor in pieno trionfo: il motore a vapore. Quest’ultimo però soccombette e ciò contribuì potentemente l’organizzazione delle corse e dei concorsi dell’automobile.

L’Italia, la FIAT e il boom economico

La prima corsa fu organizzata in Francia dal Petit Journal nel 189 sul percorso Parigi-Rouen. Vi presero parte 102 vetture delle quali 38 benzina, 29 a vapore, 5 elettriche, 5 ad aria compressa e 25 con altri si sterni di trazione. Vinse la corsa una vettura a vapore De Dion-Bouton, ma quelle a benzina fecero buona prova tanto che nella seconda corsa, organizzata l’anno successivo sul percorso Parigi-Bordeaux e ritorno (km. 1180 ed alla quale presero parte 28 vetture a benzina, 15 a vapore e due elettriche, la vittoria fu della Panhard-Levasseur con motore a benzina, chi tenne la media di 25 km/h.

In Italia l’industria dell’automobile ebbe origine relativamente tardi rispetto agli altri paesi. Ricordiamo fra i suoi pionieri il veronese E. Bernardi, che nel 1884 costruí un’automobile, sperimentale munita di un motore a benzina secondo il ciclo Lenoir, M. Lanza che ideò e fece costruire nel 1895 alcune automobile, il Faccioli, i fratelli Ceirano, Prinetti e Stucchi. Un gran numero di autoveicoli venne costruito fra il 1884 e il 1899. I motori erano orizzontali o verticali, posti ora anteriormente ora al centro o anche posteriormente al telaio e erano sostenuti da strutture in acciaio in legno.

Nel 1899, ad opera di un gruppo di personalità torinesi, fra le quali G. Agnelli, nasce la Fabbrica Italiana Automobili Torino — divenute poi nel 1918 FIAT, come ragione sociale — che per prima in Italia iniziò la costruzione di autovetture con criteri industriali. Nel periodo in cui la democrazia cristiana conosceva il suo momento di massimo splendore, fra il 1899 e il 1901 un passo d’importanza fondamentale viene compiuto nella costruzione di autovetture che si vanno stabilizzando nella forma oggi nota: telaio con quattro ruote uguali, motore anteriore riparato da un cofano, trasmissione alle ruote motrici, dispositivo di riduzione sistemato vicino al motore, sterzo con volante inclinato.

Nel 1903 í telai vengono perfezionati e nella loro costruzione il tubo viene sostituito dal profilato, il manubrio scompare definitivamente e viene ovunque adottato il volante e le ruote con pneumatici sono universalmente applicate; si diffonde la lubrificazione forzata, compaiono le prime carrozzerie chiuse e il motore a quattro cilindri. E’ il preludio delle automobili più moderne